Nasce Workplace, il Facebook per le aziende: tre motivi del suo futuro (probabile) successo

By Enrico Stradi - 20 ottobre 2016

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Workplace è un altro passo verso la creazione di un mondo nel quale non usciremo mai da Facebook”.

È con queste parole che Curtis Silver di Forbes racconta la grande novità riguardo il social network di Mark Zuckerberg.

Di che cosa si tratta? Da pochi giorni Facebook ha lanciato una piattaforma online dedicata alla comunicazione aziendale, Workplace. L’idea non è certamente rivoluzionaria: Workplace non è certo una novità, anzi, di soluzioni simili ne esistono parecchie: Slack, Yammer (di proprietà Microsoft), Chatter (di proprietà Salesforce), Hipchat, e chissà quante altre.

Perché allora di Workplace si parla già così tanto?
Abbiamo raccolto le tre motivazioni più importanti di quello che potrebbe essere l’ennesimo successo della società di Palo Alto.

È uguale a Facebook

Lanciare una piattaforma simile a Facebook è una strategia suicida…se non è lo stesso Facebook a lanciarla.
Workplace funziona esattamente come il social network più grande del mondo: ha il News Feed, ha i Gruppi, ha la Chat, ha i Live Videos, ha le Reazioni, ha la barra di Ricerca. Questa è una scelta strategica di fondamentale importanza: perché mai il social network aziendale di Facebook dovrebbe funzionare in maniera diversa da facebook.com, dal momento che facebook.com è utilizzato ogni giorno da 1.7 miliardi di persone nel mondo? In altre parole, perché non permettere a tutti quelli che usano quotidianamente Facebook di utilizzare una piattaforma simile anche per il lavoro?

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Ha un prezzo competitivo

La vera novità di Workplace non è quindi tanto il funzionamento e la struttura, quanto più il prezzo.
A contrario dei competitors, Workplace utilizza la filosofia orizzontale propria di Facebook, offrendo ad ogni azienda le stesse tariffe, facendo pagare solo gli utenti attivi ogni mese sulla piattaforma.
Il prezzo è assolutamente competitivo: 3 dollari per ogni user connesso almeno una volta per le reti inferiori ai 1000 contatti, 2 dollari per ogni user per le reti inferiori ai 10.000, 1 dollaro per ogni user per le reti ancora più grandi. Se si pensa che il maggior competitor – Slack – chiede dagli 8 ai 15 dollari al mese per le funzioni base, si capisce subito quanto Facebook sia conveniente.

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È pensato per le grandi aziende

Più utenti sono connessi al Workplace aziendale, più l’azienda abbatte i costi di gestione: con una struttura del genere, è molto facile identificare il prototipo di clienti a cui si sta rivolgendo Facebook con l’introduzione di Workplace, ovvero alle grandi aziende e alle multinazionali.
Non a caso, prima di essere reso disponibile in tutto il mondo, la piattaforma è stata testata per due anni da quasi 1.000 compagnie, tutte diverse per dimensione, area di business, tipologia organizzativa: l’hanno usato Danone, Booking, organizzazioni non profit come Oxfam e Save The Children, banche come Yes Bank ed enti istituzionali come la Government Technology Agency di Singapore.

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Workplace ha insomma tutto quello che serve per invadere il mercato: solidità, semplicità, enormi potenziali di crescita. A dirlo è lo stesso direttore Julien Codorniou: la prima mission è la crescita, non il guadagno immediato (“Before you even think about monetization, we want to spend the first years growing it. We are obsessed with growth”).
D’altronde, Facebook non è diventato Facebook pensando all’immediato ricavo, ma alla sua costante espansione.

"Il rischio più grande è quello di non prendere nessun rischio."
Mark Zuckerberg

 

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