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L’atto europeo sull’accessibilità: prepararsi per il 2025 e oltre

SEO copywriter & Content Specialist
Pubblicato: 9 Maggio 2025

Entro il 28 giugno 2025, i prodotti e servizi digitali dovranno essere accessibili a tutti. E non è un’opzione, è un obbligo di legge. Gli impatti saranno concreti per aziende, pubbliche amministrazioni, professionisti digitali e fornitori.

European Accessibility 
Act 2025

European Accessibility Act: Obbligo di legge in vigore dal 28 giugno 2025

Adeguarsi alla European Accessibility Act, la direttiva che garantisce l’accessibilità ai servizi digitali e prodotti tecnologici, significa evitare sanzioni, blocchi commerciali e danni reputazionali. Ed è un’occasione per innovare, espandere il proprio pubblico e costruire un brand più inclusivo e sostenibile.

Ma cosa implica concretamente l’European Accessibility Act e a chi è rivolta?

Continua a leggere e lo scoprirai in questo breve articolo.

Cos’è l’European Accessibility Act?

L’European Accessibility Act (EAA) rappresenta una svolta decisiva verso un’Europa digitale più equa, aperta e inclusiva.

Approvata nel 2019 attraverso la Direttiva 2019/882/UE, questa normativa mira a garantire che tutti i cittadini, comprese le persone con disabilità, possano accedere liberamente e senza ostacoli a servizi digitali e prodotti tecnologici.

A partire dal 28 giugno 2025, il quadro normativo diventerà vincolante per tutti gli Stati membri, Italia compresa.

Questa scadenza non è solo un obbligo burocratico: è una chiamata all’azione per tutte le aziende che operano nel digitale.

Quali sono i rischi di ignorare l’EAA?

Sottovalutare l’importanza dell’accessibilità digitale oggi significa esporsi a conseguenze rilevanti, che andranno ben oltre la semplice non conformità normativa:

  • Sanzioni legali e procedimenti amministrativi
  • Perdita di fiducia da parte di utenti e stakeholder
  • Barriere all’ingresso nei mercati europei
  • Esclusione digitale di una fetta crescente di pubblico
  • Danni reputazionali difficili da recuperare.

In uno scenario sempre più competitivo e regolamentato, trascurare l’accessibilità equivale a indebolire la propria presenza online e a perdere terreno rispetto ai competitor.

E i vantaggi di adeguarsi alla normativa?

Adeguarsi per tempo, invece, offre una serie di benefici misurabili e strategici:

  • Espandere la propria audience: oltre 87 milioni di europei con disabilità, più gli anziani e utenti con esigenze temporanee o situazionali
  • Aumentare conversioni e retention: interfacce più chiare, inclusive e navigabili migliorano l’esperienza utente
  • Migliorare la SEO: i contenuti accessibili sono più facilmente indicizzabili dai motori di ricerca
  • Rafforzare la brand reputation: dimostrare sensibilità sociale e attenzione all’inclusione
  • Accedere a fondi e incentivi: molte regioni europee stanno introducendo supporti economici per l’adeguamento

L’accessibilità digitale, quindi, non è un vincolo: è un volano di crescita e un asset competitivo per il futuro!

Chi è coinvolto?

La normativa interessa:

  • Grandi aziende, PMI e startup che progettano, forniscono o distribuiscono prodotti e servizi digitali, come e-commerce, software, dispositivi hardware, terminali self-service e servizi bancari online.

  • Enti pubblici e soggetti che offrono servizi alla collettività, soprattutto se coinvolti in appalti o collaborazioni con soggetti privati.

Per quanto riguarda le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro), la direttiva prevede un’esenzione diretta. Tuttavia, è essenziale valutare le eventuali responsabilità contrattuali: i fornitori digitali di grandi aziende o enti pubblici potrebbero essere comunque tenuti a rispettare gli standard EAA per mantenere rapporti commerciali.

Infine, la direttiva promuove un approccio trasversale alla conformità: anche chi sviluppa tecnologie, crea contenuti o fornisce componenti digitali può essere chiamato a garantire l’accessibilità, contribuendo alla qualità complessiva dell’esperienza utente lungo tutta la filiera.

Tempistiche

  • 28 giugno 2022: recepimento obbligatorio da parte degli Stati membri
  • 28 giugno 2025: entrata in vigore per tutti i nuovi prodotti e servizi digitali

È importante sottolineare che, per i servizi già esistenti, ci sono margini di adeguamento, ma non esoneri totali: nel caso di aggiornamenti o rifacimenti, anche i progetti precedenti dovranno conformarsi.

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Le sfide per l’Italia: armonizzazione, controlli e cultura dell’accessibilità

L’implementazione dell’European Accessibility Act (EAA) in Italia presenta sfide complesse, che vanno ben oltre l’aspetto normativo.

1. Armonizzazione degli standard

Il primo ostacolo è l’allineamento del mercato digitale nazionale agli standard europei.

Garantire che tutti i prodotti e servizi siano fruibili da persone con disabilità richiede un cambio di paradigma tecnico e culturale, coinvolgendo sviluppatori, designer, aziende, enti pubblici e fornitori.

2. Controllo e verifica della conformità

Le autorità italiane si stanno dotando di strumenti e competenze per vigilare sull’applicazione della normativa. Questo significa ispezioni, audit, segnalazioni.

3. Inclusione delle microimprese: sebbene formalmente escluse dagli obblighi dell’EAA, le microimprese rappresentano l’ossatura produttiva del Paese. Stimolare una cultura dell’accessibilità anche in questi contesti è fondamentale per evitare un mercato a due velocità, dove l’inclusione dipende solo dalla dimensione aziendale.

4. Accessibilità multisettoriale: l’EAA tocca ambiti diversi e ogni settore richiede approcci personalizzati. Una sfida trasversale, che va affrontata con soluzioni flessibili.

In sintesi, in Italia abbiamo davanti un percorso articolato, ma necessario. Con una visione chiara, collaborazione tra pubblico e privato, e il giusto supporto strategico, queste sfide possono trasformarsi in opportunità di innovazione, reputazione e business.

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A cosa si applica la normativa?

Il campo di applicazione dell’EAA è ampio e tocca settori cruciali per la vita quotidiana.
I soggetti obbligati dovranno garantire la conformità per:

  • Siti web, piattaforme e-commerce e CMS
  • Applicazioni mobili per servizi pubblici e privati
  • Terminali self-service, come ATM, biglietterie automatiche e totem informativi
  • Servizi bancari digitali, home banking e app finanziarie
  • E-book e relativi software di lettura
  • Dispositivi per comunicazione elettronica (hardware e software)
  • Sistemi di prenotazione e informazione per il trasporto

Le caratteristiche richieste includono: testi alternativi per immagini (alt text), navigabilità da tastiera, contrasti visivi adeguati, chiarezza del linguaggio, compatibilità con screen reader e altri strumenti assistivi.

Approfondiamo questi punti nei paragrafi di seguito.

Cosa bisogna fare concretamente?

I principali aspetti che dovranno essere adeguati riguardano:

Contrasto cromatico: il contrasto tra il testo e lo sfondo dovrà essere sufficientemente forte per rendere il contenuto leggibile da chi ha problemi visivi.

Coerenza della navigazione: l’esperienza utente (UX) deve essere semplice e coerente, con una navigazione chiara e lineare, facilmente fruibile da chi utilizza dispositivi di assistenza, come i lettori di schermo.

Etichette e istruzioni: i moduli online dovranno contenere etichette chiare per i campi, e indicazioni su come completarli, in modo che anche chi non può vedere o interagire con i form, in maniera tradizionale, possa completare facilmente le operazioni.

Testi alternativi per le immagini (Alt text): ogni contenuto visivo (immagini, icone, grafici) dovrà essere corredato da una descrizione testuale che ne permetta la comprensione a chi non può visualizzarlo.

Sottotitoli per contenuti multimediali: i video e gli audio pubblicati online dovranno includere i sottotitoli per garantire che anche chi ha difficoltà uditive possa accedere al contenuto.

Compatibilità con tecnologie assistive: i siti e le applicazioni devono essere compatibili con le tecnologie assistive come i lettori di schermo, le tastiere alternative e i dispositivi per il controllo vocale.

Saranno introdotti sistemi di monitoraggio per verificare la conformità dei siti web alle normative e, in caso di non conformità, le aziende rischiano sanzioni legali e amministrative.

Come mettersi in regola: strategia e azioni operative per le aziende

Il tempo stringe, e non è consigliabile ridursi all’ultimo momento.

Prepararsi all’EAA significa adottare una visione di lungo periodo, fatta di:

  • Audit di accessibilità: valutare il grado attuale di conformità di siti, app, software e materiali digitali
  • Mappatura dei gap: confrontare la situazione attuale con le linee guida WCAG 2.1 (livello AA), standard di riferimento europeo
  • Progettazione accessibile: introdurre l’accessibilità fin dalle prime fasi di sviluppo
  • Revisione del design visivo e dei contenuti: testi chiari, navigabilità semplificata, usabilità universale
  • Formazione del team: coinvolgere sviluppatori, designer, marketer e content creator

Perché adeguarsi conviene (anche economicamente)

Essere accessibili non significa solo evitare sanzioni o rispettare la legge.

Significa raggiungere un pubblico più ampio, migliorare l’esperienza utente, rafforzare la brand reputation e ridurre il rischio reputazionale.

Numerosi studi dimostrano che l’accessibilità migliora anche il posizionamento SEO e aumenta il tasso di conversione: un sito accessibile è più performante, per tutti!

In vigore dal 28 giugno 2025

Allinearsi all’European Accessibility Act non è semplice, ma neanche impossibile.

Occorrono competenze tecniche, conoscenza della normativa, sensibilità progettuale e una chiara visione strategica.

ESC Agency è al fianco delle aziende che vogliono affrontare il cambiamento con consapevolezza.

Dall’audit al redesign possiamo accompagnarti nell’adeguamento all’European Accessibility Act.

Contattaci oggi stesso se vuoi comprendere l’obbligo normativo e trasformarlo in un’opportunità concreta di innovazione, crescita e inclusività.

Federico De Matteis è un Social Media & Content Specialist con oltre 10 anni di esperienza. In ESC Agency cura la pianificazione e l’analisi dei contenuti per blog, social e newsletter, aiutando le aziende a farsi trovare e a comunicare in modo efficace attraverso strategie digitali mirate.

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