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6 semplici analogie per spiegare cos’è l’inbound marketing

Autore
Digital Marketing Consultant
Data di pubblicazione
17 Aprile 2017

Spiegare cos'è l'inbound marketing con 6 analogie.jpg

Ti è mai capitato che qualcuno ti guardasse senza capire, quando gli hai detto che ti occupi di inbound marketing? Se hai difficoltà ad esprimere il concetto ad amici, familiari, colleghi o addirittura al tuo capo, questo è il post che fa per te.

Alcuni concetti di inbound marketing possono essere complicati da cogliere per i neofiti, concetti come la SEO, i social media, i blog, la marketing automation e, francamente, qualsiasi forma di marketing digitale. Così ogni volta che parliamo con persone che non sanno cos’è l’inbound marketing, ci piace rompere gli indugi con termini più facilmente riconoscibili. Nel corso degli anni abbiamo perfezionato alcune analogie che paragonano l’inbound marketing a immagini quotidiane che tutti possono capire. Utilizzeremo questo post per condividerle con te, perché amiamo questa metodologia e vogliamo dare il nostro contributo per diffonderne la conoscenza. Leggine alcune e condividi le tue strategie nei commenti!

L’Inbound Marketing è come un appuntamento…

Non chiederai mai a qualcuno di sposarti al primo appuntamento. La gente andrà fuori di testa se fai così! Prima si inizia a conoscere l’altro, poi lo si presenta agli amici, poi alla famiglia, e poi, una volta compreso che l’intero pacchetto sembra buono, si tira fuori l’anello.

Ma se stai inserendo un “Contattaci” come unica call-to-action in ogni pagina del tuo sito, che è in sostanza quello che stai facendo, stai sostanzialmente chiedendo ai tuoi lead di prenderti sul serio troppo presto. Perché dovrebbero impegnarsi con qualcuno che hanno appena incontrato? Prendila con calma! Innanzitutto fatti conoscere. Forse attraverso… non so… un e-book? Se a loro piacerà il tuo aspetto a partire dall’e-book, allora avranno un motivo per volerti realmente conoscere meglio. E’ a questo punto che potrai passare alla fase successiva con qualcosa di più impegnativo, come uno dei contenuti che trovi all’interno del cerchio blu nel grafico qui sotto. Ad esempio un case study, e se funziona i tuoi lead avranno quella sensazione calda e sfocata che li predisporrà a guardare anche una demo personalizzata, e a quel punto potrai metter loro un anello. O mandare una mail o una fattura… insomma hai capito cosa voglio dire?

Blogging è come il jogging…

Stai ottenendo migliori risultati a correre 30 minuti tutti i giorni o a correre come un pazzo una volta al mese?
Spesso si sente dire da tanti che hanno provato a gestire un blog ma che “non funziona”. Quando scaviamo un po’ più a fondo, scopriamo che hanno bloggato per tre giorni di fila lo scorso gennaio e poi si sono arresi, non avendo visto miglioramenti sul traffico del loro sito. Grande shock. Il business blogging richiede un impegno costante e a lungo termine, non brevi sprint di intensa attività. Otterrai risultati di gran lunga migliori se curerai il blog ogni giorno per un anno rispetto a scrivere due post al giorno per due settimane per poi smettere e ricominciare dopo quattro mesi.

La Keyword strategy è come applicarsi nello studio…

Il diploma o la laurea si possono raggiungere in diversi modi. Tirando a campare e sonnecchiando, oppure applicandosi seriamente e non limitandosi a studiare quanto ci insegna il professore. Il risultato? Dipende sempre da qual è il tuo obiettivo e per cosa stai studiando…

Approccia la selezione delle tue parole chiave allo stesso modo. Ci sono alcune parole chiave veramente auspicabili là fuori, che si desiderano per migliorare il proprio rank ma che in genere sono abbastanza inflazionate come ad esempio “internet marketing”. Si dovrebbe fare qualche sforzo per cercare i termini meno generici e più utili per fare in modo che la tua azienda emerga fra le tante che si affidano a questo tipo di marketing.

Lo stesso si può fare immaginando che la SEO sia una disciplina universitaria. Se studi duramente e fai del tuo meglio, lavorando in modo coerente durante le lezioni, otterrai magari l’accesso a qualche master specialistico molto ambito. Se crei costantemente contenuti eccellenti, il tuo duro lavoro sarà allo stesso modo premiato con ottimi posti nella SERP.

Internet è come un contest di popolarità…

Più persone voteranno per te, più è probabile che sarai la reginetta del ballo. O il rappresentante di classe. O il segretario del club di scacchi. Questa analogia aiuta le persone a capire come funzionano gli inbound link. Quando il contenuto è davvero buono, la gente vuole collegarsi ad esso. È così che “internet” scopre che il tuo contenuto è valido… un sacco di persone si sono collegate o lo hanno “votato”. E dal momento che Google vuole restituire solo i migliori risultati nella SERP affinché i suoi ricercatori siano felici, più volte gli utenti hanno votato il tuo contenuto riconoscendone la qualità attraverso i loro inbound link, più è probabile che nelle ricerche di un termine correlato tu sia fra i primi nei risultati dei motori di ricerca.

La Conversion Path (o percorso di conversione) è come un documentario di Discovery Channel …

Il percorso di conversione è come un documentario di Discovery Channel. Si mette un’esca per un animale, lo si cattura, lo si tagga e poi lo si rilascia nuovamente in libertà.
Si tratta in sintesi di quel processo che trasforma i visitatori del sito in contatti e clienti attraverso call to action, landing page, moduli di presentazione e pagine di ringraziamento. Gustati questa analogia con Discovery Channel:

Call-to-Action (L’esca): Adescali con un’offerta irresistibile, promuoviti con qualche messaggio seducente e un design accattivante.

Landing Page (La Cattura): Li hai fra le tue mani! Hai solo bisogno di assicurarti che non sfuggano! Scrivi testi chiari e assicurati che la landing page sia ben ottimizzata per essere in grado di ottenere le informazioni di cui necessiti. Il che ci porta a …

Modulo (Il tag): Compilano i moduli di informazioni, così puoi sapere chi sono. In questo modo, quando lasceranno il tuo sito per tornare all’interno dell’internet selvaggio, sarai ancora in grado di identificarli tra tutti gli altri visitatori al loro ritorno.

Thank-You Page (il rilascio): Una volta catturati, lasciali liberi di esplorare altre sezioni del tuo sito o anche elementi esterni come i tuoi account social.

La marketing automation è come il trasporto aereo…

Si potrebbero impiegare tre giorni in macchina o prendere un aereo e metterci cinque ore. Questo è il valore dell’automatizzazione del tuo marketing, ovviamente dove è possibile. Consideriamo ad esempio l’automazione dell’email. Puoi spendere il tuo tempo a personalizzare ogni messaggio che invierai alla tua mailing list e poi spedirli singolarmente a tutti i contatti. Uno ad uno. Oppure, dopo che avrai scritto la decima mail uguale a tutte le altre nella sostanza, tranne poche eccezioni, capirai che i tuoi contatti si possono segmentare in base a un dato che hanno in comune. Così, invece di passare giorni o settimane nell’invio manuale di mail, attraverso il tuo strumento di marketing automation puoi segmentare quella lista di persone e inserire alcuni campi dinamici nel contenuto per personalizzarlo, risparmiando moltissimo tempo. Successivamente potrai gestire e “coltivare” i contatti basandoti sulle loro risposte a quelle mail. Il tutto sarà documentato nel tuo CRM.

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