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3 Statistiche sulle Campagne di Inbound Marketing

Autore
Digital Marketing Consultant
Data di pubblicazione
28 Maggio 2021

Ogni anno, l’industria del marketing è sottoposta ad alcuni seri cambiamenti. Emergono nuove tecnologie, cambiano i comportamenti delle persone e, come risultato, i marketer si ritrovano spesso in un contesto radicalmente differente.

Per aver una migliore percezione di questi cambiamenti e trend, Hubspot ha fatto alcune ricerche e raccolto dati di analisi da 4mila marketer e addetti alle vendite. L’indagine “Lo Stato dell’Inbound 2015” di Hubspot è attualmente disponibile e ci sono una miriade di dati preziosi sul settore da condividere.
L’indagine va in profondità affrontando diverse aree mentre in questa sede vorremmo porre l’accento su alcuni veloci estratti che riteniamo davvero significativi.

3 statistiche da non perdere sullo “Stato dell’Inbound Marketing nel 2015”

1) 3 marketer su 4 nel mondo danno priorità ad un approccio inbound al marketing.
Ok, questa statistica non è una sorpresa, ma siamo rimasti estremamente colpiti nel vedere come l’inbound sia decollato globalmente.

L’Inbound è particolarmente popolare nelle organizzazioni più piccole, che stanno facendo funzionare team ambiziosi e stanno sfruttando al meglio i suoi concetti per attrarre visitatori e contatti al loro brand con un budget limitato. Organizzazioni più grandi hanno distribuito più equamente le proprie risorse, focalizzando la metà dei propri sforzi sulle tattiche di inbound e metà sulle campagne tradizionali come pubblicità su carta stampata e investimenti in eventi.

2) Le campagne di Inbound raggiungono un ROI più alto rispetto a quelle di Outbound marketing.

I marketer che monitorano il ROI del marketing hanno riportato un chiaro profitto con le campagne inbound. Ciò continua ad essere vero in compagnie di differenti grandezze, regioni e budget. Le campagne di inbound portano più valore rispettano alle tradizionali tattiche a pagamento perché il contenuto generato attraverso l’inbound ha il potenziale di attrarre i visitatori e portare condivisioni a lungo anche dopo che i marketer si sono spostati sui progetti successivi. In più, coloro che possono provare un ROI positivo hanno il doppio delle probabilità di ottenere budget più alti nell’anno successivo rispetto a coloro che non ci riescono.

La lezione dei dati è chiara: l’inbound crea un Roi più alto. Monitorare e verificare tale ROI porta ai team di marketing maggiore successo. E questi ultimi spesso ottengono anche budget più elevati.

3) I marketer tradizionali pensano che le tattiche di outbound marketing siano sopravvalutate.

Ogni anno Hubspot chiede ai marketer di identificare le tattiche di marketing più sopravvalutate. Noi ammettiamo che gli inbound marketer possono tendere ad essere parziali e valutare le tattiche di outbound, come la pubblicità a pagamento, come le più sopravvalutate. Il team di Hubspot ha organizzato i dati in modo da comparare le risposte di inbound e outbound marketer ed ha avuto una grossa sorpresa. Anche i secondi sembrano detestare le tattiche di outbound.

Forse ciò avviene perché è davvero dura misurare il successo delle campagne di outbound, o perché una volta che si smette di pagare per una pubblicità il flusso di lead e contatti sparisce immediatamente. Comunque sia, questo aspetto avrà diverse conseguenze per il marketing in generale. Nel momento in cui i marketer si allontanano dai canali tradizionali di marketing, che cosa salterà fuori per riempire questo vuoto? Il native advertising sta prendendo il suo ritmo e molti brand stanno esplorando ulteriormente le pubblicità social e interattive.

Tattiche Marketing sopravvalutate

Hubspot continuerà a porre questa domanda nelle future indagini sullo stato dell’inbound e traccerà il cambiamento del sentiment sul tema nel corso degli anni.

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