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Google Search Console: perché i dati di impression sono impazziti (e perché non è colpa del tuo sito)

Digital Marketing Strategist
Pubblicato: 15 Settembre 2025

Negli ultimi mesi molti professionisti del web marketing hanno notato qualcosa di strano dentro Google Search Console: improvvisi cali delle impression (le visualizzazioni del sito nei risultati di ricerca) e, allo stesso tempo, un miglioramento della “posizione media”. A prima vista sembra un paradosso: come può il sito “salire” in classifica mentre riceve meno impression?

Google Search Console: un singolare calo impression dal 10 settembre 2025

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Che cos’è successo

  • Intorno al 10 settembre 2025 diversi analisti SEO hanno iniziato a vedere dati insoliti su più account, non solo su singoli siti.
  • I clic dagli utenti non sono calati: il traffico reale è rimasto stabile.
  • L’anomalia riguarda soprattutto le ricerche da desktop, ma non si limita a un singolo paese o settore.

Ipotesi degli specialisti SEO

Alla luce di ciò, queste sono le ipotesi che gli specialisti SEO stanno facendo per spiegare il calo di impression osservato dal 10 settembre 2025:

  • Bug nel reporting di Google Search Console
    Search Console potrebbe non mostrare correttamente le impression, avere un ritardo nei dati o un glitch che fa sparire temporaneamente parte delle informazioni.
  • Aggiornamento di Google non ancora annunciato
    Potrebbe esserci stato un piccolo aggiornamento dell’algoritmo che ha influito su alcune tipologie di siti o query, riducendo le impression in modo inatteso.
  • Aggiustamento della “topical authority”
    Una revisione dell’autorità tematica potrebbe aver ridotto le impression< per query che solitamente non generano clic, senza però intaccare il ranking reale.
  • Disattivazione del parametro &num=100
    Google sta limitando o rimuovendo il parametro che consentiva di mostrare fino a 100 risultati in una pagina di ricerca. Questo può far sparire le impression delle posizioni più basse, lterando i report di GSC e dei rank tracker come Semrush.

Il possibile colpevole: il parametro &num=100

Quando si fa una ricerca su Google, per impostazione predefinita vengono mostrati 10 risultati per pagina. Gli addetti ai lavori conoscono un trucco: aggiungendo &num=100 all’URL si potevano caricare fino a 100 risultati in una sola pagina .

  • Questo parametro non è solo un “segreto per smanettoni”. Strumenti professionali di analisi SEO come Semrush, Ahrefs e molti altri lo hanno usato per anni per raccogliere velocemente i risultati delle ricerche e monitorare le posizioni delle keyword.
  • Grazie a &num=100, questi tool riuscivano a vedere fino a 100 risultati con una sola chiamata, risparmiando tempo e costi.
  • Negli ultimi giorni, però, Google sembra disattivare o limitare questo parametro, complicando il lavoro dei rank tracker e creando effetti collaterali inattesi.

Perché questo influisce sulle impression

Le impression contano ogni volta che la tua pagina appare tra i risultati visti da un utente. Se Google smette di mostrare, o di conteggiare, le posizioni più basse (per esempio dalla 11 in giù) perché non vengono più caricate in blocco, quelle impression “basse” spariscono dai report. Di conseguenza la posizione media (che è una media ponderata) risulta migliore, anche se le reali posizioni non sono cambiate.

Un esempio semplice

È come se un fotografo scattasse solo le prime file di una platea: i posti in fondo “spariscono” dalla foto e chi resta davanti sembra più vicino al palco, ma in realtà non si è mosso nessuno.

Query “senza clic” e taglio delle code lunghe

Un altro effetto collaterale è la riduzione delle impression per query a bassa intenzione di clic (ricerche che raramente generano visite). Se quelle query venivano contate perché il sito compariva in fondo alla SERP, ora potrebbero non essere più registrate. Il risultato è un grafico con meno impression, anche se il traffico reale non cambia.

Esempi reali di calo delle impression in siti B2B

Diversi siti in settori differenti, hanno riportato un calo netto di impression a partire dal 10 settembre 2025. Di seguito alcuni casi esemplificativi che mostrano l’andamento anomalo:

  • Settore editoria per l’industria
  • Settore consulenza
    search-console-sito-consulenza
  • Settore tecnologia
  • Settore ceramico

In ciascun caso si può notare un drastico calo di impression a fronte di un miglioramento evidente della posizione media, rafforzando l’ipotesi che si tratti di un problema di reporting o di un test di Google sul parametro &num=100 piuttosto che di un reale peggioramento del posizionamento.

Cosa significa per chi gestisce un sito

  • Niente panico: il posizionamento non è necessariamente peggiorato.
  • Non cambiare strategia SEO sulla base di questi dati finché la situazione non si chiarisce.
  • Monitora i clic effettivi e le metriche di traffico reale (Analytics o altri strumenti) per valutare l’impatto vero sul business.
  • Annota nel tuo registro di reporting il periodo di possibile data discrepancy per futura consultazione.

In attesa di risposte ufficiali

Al momento Google non ha rilasciato una comunicazione ufficiale. La comunità SEO internazionale sta raccogliendo segnalazioni e confrontando i dati. È plausibile che si tratti di un problema di reporting o di un test interno che influisce temporaneamente sui dati di Search Console.

Conclusione

Se hai notato un crollo improvviso delle impression e un “miracoloso” miglioramento della posizione media negli ultimi giorni, non sei solo. Il fenomeno sembra legato alla disattivazione del parametro &num=100, usato anche da strumenti professionali come Semrush, e a un diverso modo di registrare le query senza clic. Per ora, la raccomandazione è semplice: attendere aggiornamenti ufficiali da Google e non trarre conclusioni affrettate.

Aggiornamento – 25 settembre 2025

Cos’è successo in sintesi

Google ha cambiato come conta i dati, non come funziona il tuo sito. Negli ultimi mesi molte persone hanno visto meno impression e una posizione media migliore in Google Search Console. Questo non significa che i siti siano peggiorati o migliorati davvero: è successo perché Google ha smesso di considerare un parametro tecnico (num=100) che permetteva ad alcuni strumenti automatici di “vedere” molti risultati insieme.

In passato, alcuni tool SEO caricavano fino a 100 risultati per pagina usando quel parametro. Queste richieste tecniche venivano registrate da Google Search Console come se fossero vere visualizzazioni, aumentando artificialmente impression e numero di query. Ora Google non supporta più questo metodo, quindi quei dati non vengono più contati.

Il risultato è che i numeri sono più bassi ma più realistici. Restano solo le query che gli utenti vedono davvero, e per questo la posizione media sembra migliorare (spariscono molte query lontane dalla prima pagina). Non è una penalizzazione SEO: per capire se un sito va bene bisogna guardare clic, visite reali e conversioni, non solo le impression.

Ad oggi non esiste ancora un comunicato pubblico ufficiale di Google che annunci la modifica. Tuttavia i nuovi dati confermano quindi l’ipotesi iniziale: il calo di impression in Google Search Console è direttamente legato alla rimozione del parametro &num=100. Non si tratta di una penalizzazione o di un problema SEO, ma di un aggiornamento tecnico che rende i dati più realistici e coerenti con il traffico effettivo.

Come riportato dall’analista Brodie Clark dopo aver ricevuto una dichiarazione diretta da Google, l’azienda ha confermato che «l’uso del parametro &num=100 non è qualcosa che supportiamo formalmente»

SEO Update – Final update on the #num=100 situation
“We have now received a statement from Google related to the #num=100 parameter being disabled, with the response being somewhat unsurprising.”

@brodieseo (Brodie Clark),

Screenshot of Brodie Clark's post on X (Twitter) dated September 19, 2025, stating: "SEO Update – Final update on the &num=100 situation. We have now received a statement from Google related to the &num=100 parameter being disabled."

Questa dichiarazione rappresenta una conferma, seppur non ufficiale, che il parametro è stato effettivamente disattivato e non influisce più sul numero di risultati mostrati per pagina.

Google rimuove num=100: cosa cambia nei dati SEO

La rimozione del parametro num=100 nelle SERP sta ridisegnando le metriche di Google Search Console: meno impression e meno query visibili, posizioni più realistiche. Di seguito come interpretare il calo senza confonderlo con perdita di traffico reale.

In breve

Secondo un’analisi su 319 proprietà condotta da Tyler Gargula (LOCOMOTIVE Agency) e riportata da Search Engine Land, l’impatto della rimozione di &num=100 è stato significativo:

  • Impression: calo per l’87,7% dei siti.
  • Query uniche: il 77,6% dei siti vede meno termini in ranking.
  • Keyword colpite: soprattutto short-tail e mid-tail.
  • Posizioni: meno query oltre la pagina 3, più risultati in Top 3 e in prima pagina.

Perché succedeva

Per anni diversi rank tracker hanno usato &num=100 per caricare 100 risultati per pagina. Quelle chiamate potevano generare impression tecniche in Search Console, gonfiando conteggi e posizione media. Con la rimozione del parametro i dati risultano più allineati al comportamento reale degli utenti.

Impatto su Google Search Console

Prima Dopo
Impression elevate (anche da bot/tool) Meno impression, più aderenti al traffico umano
Tante keyword “viste” in GSC Solo le query realmente esposte agli utenti
Posizione media distorta Posizioni più realistiche (Top 3 / Page 1)
Molte query su pag. 3+ Meno conteggio “di fondo SERP”

Perché ci riguarda

I report possono apparire più deboli (meno impression/keyword) senza reale perdita di ranking o traffico. È un tema di misurazione, non necessariamente di performance.

Cosa fare adesso

  1. Rivedi i KPI: separa performance reali (clic, sessioni, conversioni) da metriche sensibili allo scraping (impression, query totali).
  2. Allinea i report: aggiungi una nota metodologica sull’update num=100 per evitare falsi allarmi.
  3. Monitora le query strategiche: focalizzati su Top 3 e prima pagina, non sul volume totale di query.
  4. Incrocia le fonti: confronta GSC con Analytics (sessioni organiche e lead) per validare l’impatto sul business.
  5. Aggiorna i tool: verifica le note di piattaforme come Semrush/Seozoom e adegua le dashboard.

 

Domande frequenti

Ho visto un crollo di impression: ho perso traffico?

Non necessariamente. È plausibile che siano sparite le impression generate da scraping o rank tracker. Verifica clic, sessioni e conversioni prima di trarre conclusioni.

Perché la posizione media sembra migliorare?

Con meno query di fondo conteggiate (pagina 3+), la posizione media riflette meglio dove davvero compari per gli utenti.

Quali KPI devo guardare ora?

Clic organici, CTR sulle query strategiche, sessioni e conversioni. Le query totali pesano meno: conta la qualità del traffico.

Gianluca Alviti, partner di ESC Agency, ricopre il ruolo di Head of Digital e si occupa della direzione strategico-creativa dell’agenzia. Si occupa di digital marketing da oltre 15 anni, integrando creatività, dati e tecnologia per aiutare le aziende a crescere attraverso strategie digitali misurabili ed efficaci. Specializzato in seo, web design, AI marketing, lead generation e ottimizzazione dei processi marketing & sales.

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